due parole sul SALE

sale, sale rosa himalayaPer parlare di sale partiamo dalla distinzione più semplice, fino e grosso:

FINO è sale grosso macinato a cui vengono aggiunti antiagglomeranti in rilevante quantità. Quello che finiamo per mangiare, quindi, è cloruro di sodio ma anche magnesio, gesso, calce, etc etc.

GROSSO è, per quanto detto sopra, da preferire non solo per l’acqua della pasta! Con pochi euro si trovano ottimi macinelli con pietra in ceramica (vi consiglio per praticità quello dell’Ikea) con cui potrete macinarlo al momento guadagnando in sapore (i cristalli di sale sono molto più saporiti della polvere) e consapevolezza di ciò che si sta utilizzando.

MARINO è il sale ricavato dalle saline, spesso italiane. Per quanto sia affascinato dalle saline siciliane… l’idea di estrarre qualcosa dal mare costiero per portarmela dritta dritta sul piatto, non mi fa proprio piacere…

SALGEMMA più difficile da trovare in quanto di lavorazione più costosa, è il sale fossile estratto nelle miniere in cui il mare di milioni di anni fa ha lasciato naturalmente i suoi sedimenti. Sicuramente più naturale.

IODATO inutile dirlo, è assolutamente da preferire! Io uso il sale non iodato solo per la lavastoviglie.

SALE BIANCO è il sale che siamo abituati a conoscere, ma nel mondo ci sono tantissimi tipi di sale come:

SALE ROSA DELL’HIMALAYA è un sale incredibile, il più antico esistente al mondo. Pensate che si è formato 40 milioni di anni fa, quando sulla terra ancora non c’era l’uomo e quando l’inquinamento marino era causato solo dalle deiezioni di cetaceo! E’ un sale delicato, adatto a pesce e carni bianche, contiene TUTTI i minerali presenti nell’uomo, quindi è il reintegratore perfetto. Nell’acquistarlo, però, dovete stare molto attenti alla provenienza, esistono altri sali rosa senza virtù particolari.

Vi consiglio un meraviglioso sito dove potete acquistare il vero Sale Rosa dell’Himalaya, che offre spedizioni gratis anche in contrassegno già per ordini di 29 euro, sconti ed omaggi:

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Macrolibrarsi (Clicca sulla foto per il collegamento)

 

SALE NERO delle Hawaii, mischiato alla polvere lavica su cui poggiano le saline; SALE ROSSO addizionato di polvere di argille rare; SALE BLU di Persia, salgemma molto saporito; FIOCCHI DI SALE di malta, molto sfiziosi; SALE GRIGIO affumicato con il legno di betulla dei paesi nordici e via discorrendo.

 

Non tutto il sale vien per nuocere, acquistate un bel macinello e cominiciate con lo sperimentare un buon sale grosso, mi ringrazierete!

due parole sul SALEultima modifica: 2012-12-20T16:07:00+00:00da fedesganzy
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2 pensieri su “due parole sul SALE

  1. Ed io che pensavo che il sale fosse sole sale! E invece, a quanto pare, c’è sale e sale! Quando passo per Volterra però, dietro spinta di una amica, compriamo sempre al tabacchino della piazzetta qualche pacchetto di sale. Fosse solo per la scatolina ben confezionata e chiara nelle didascalie. Pare che gli etruschi già “coltivassero” questi giacimenti sotterranei ma non risulta da alcuna fonte che fossero, ehm, scomparsi per l’alta pressione! 🙂
    Scherzi a parte, grazie per gli ottimi suggerimenti!

    Ps. Qualche anno fa ho visitato le saline di Trapani e devo confessarti che sono luogo di grande fascino!
    Saluti 🙂

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